Il Sogno e la Fiaba
Prefazione di Nidia Robba al suo romanzo «La Cetra d'Oro»


Copertina del romanzo La Cetra d'Oro Anny Cossettini - La ninfa e la luna

L'uomo, si sa, è un eterno bambino, fanciullo, giovane, maturo, vecchio! In lui rimangono i sogni e le fiabe dell'infanzia più tenera. Il sogno è la nostra vita interiore. Senza il sogno, spesso la vita sarebbe insopportabile. Tutti sognamo, ma non intendo parlare del sogno notturno, non è a lui che mi riferisco. Anche se lui è molto importante; ma spesso difficile da comprendersi, con i suoi significati e simboli che vogliono attestare la nostra vita, i nostri sentimenti, i nostri affetti, le insicurezze, le paure, l'irrisolutezza dei nostri comportamenti passati o presenti. Non voglio nemmeno parlare del sogno preveggente: quello che forse, tenta di evitarci una strada sbagliata oppure che presente un qualche avvenimento tremendo e fatale per la nostra vita. No, non è a questo tipo di sogno "onirico" che io mi riferisco.

Ma a quello che inebria, leggero, la nostra mente ad occhi aperti oppure socchiusi. E il dolce compagno dei nostri desideri più intimi e nascosti. E la quiete dopo le tempeste giornaliere. È il porto immaginario che ci ospita e ci ripara da tutto. Nel sogno, noi troviamo gratificazione e giustificazione della vita. E la faccia più bella e più artistica della medaglia che portiamo appesa alla nostra anima. Guai a coloro che non sognano! Si logoreranno l'esistenza solo con il soffrire e potrebbero anche finire con il detestarla, al punto di doversela togliere. E proprio dal sogno, che nasce, che trova la sua origine e si sviluppa la fiaba. Nulla è più bello, ingenuo e soddisfacente della favola, della fiaba, della storia raccontata, della leggenda artisticamente celebrata. Le anime fanciulle, quelle degli antichi uomini ne sentivano la necessità oltreché il piacere.

Io oserei dire che le più fresche, le più intrecciate, complesse, anche le più fosche e truci ci vennero dalla terra che più di tutte fù, soprattutto nell'antichità, simbolo di pensiero, di analisi, di scienze ed arte. Oltreché ad esempio di ideali e di consorzio umano. Loro furono i più grandi sognatori perché dalla Grecia ci pervennero le più belle ed appassionate favole. Favole che c'incantarono da bambini, ma che c'incantano anche da vecchi. In questa terra benedetta dagli dei, in ogni sua regione si può trovare la culla delle nascite più fortemente leggendarie e note. Ci sembra quasi di raccogliere da qui, l'origine e soprattutto l'agire dei suoi più grandi eroi. Chiamiamoli eroi, ma sono veramente considerabili semidei.

Qui nelle loro storie, nelle loro gesta, nelle loro avventure e nella loro stessa progenie trovarono fertile humus le più grandi, ispirate e sognate opere d'arte: epica, poetica e drammatica. Omero, il grande vate, Eschilo, Sofocle, Euripide i grandi tragici ne sono l'esempio. Spinti dalla bellezza e drammaticità di queste leggende, sono partiti proprio da questa terra favolosa che è la Grecia per innalzarsi ai vertici altissimi che continuano a dare spiritualità, storia, saggezza e vita all'umanità, anche dopo tantissimi secoli. Alla leggenda delle leggende, ossia alla guerra di Troia, mi sono un poco ispirata, interpretandola con fantasia. Ma debbo dire di essermi molto ispirata al tipo di originali romanzi scritti dai grandi sognatori romantici del 1800. Loro frapposero al racconto, per renderlo più consono alle loro anime sognatrici, spesso e volentieri, periodi in versi. Questo mi ha incantato.

Questo mi è stato suggerito in modo speciale dal romanzo di Novalis che purtroppo morì a soli 29 anni. Novalis, ossia Friedrich Hardenberg, si può considerare il primo, il vero ispiratore di tutto il Romanticismo tedesco e nel suo romanzo "Enrico di Offerdingen", inserì al racconto i suoi brani poetici. Amando tanto la poesia, ma amando anche tanto il sogno, ho pensato di dare vita fra prosa e versi, a questa breve fiaba romantica che, svolgendosi in Grecia e trattando argomenti classici potrei definire "Romantica-Classica." A distanza lontanissima di secoli, congiunge le sorti e le vite di tre donne innamorate. Espresse e raccontate in tre episodi, ma sempre con lo stesso filo conduttore: "La Cetra d'Oro."



La Cetra d'Oro
di Nidia Robba
ed. Campanotto Editore, pag.179, 2005




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